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SUMMARY:Morte accidentale di un anarchico
DESCRIPTION:di Dario Fo e Franca Rame\n\nregia Giorgio Gallione\ncon Lodo Guenzi\ne Matteo Gatta\, Eleonora Giovanardi\, Alessandro Federico\, Marco Ripoldi\, Roberto Rustioni\nscene di Guido Fiorato\nluci di Andrea Violato\ncostumi di Francesca Marsella\nassistente alle scene Francesca Marsella\nassistente costumi Marisa Mantero\naiuto regia Riccardo Iellen\nrealizzazione scenografie Officina Scenotecnica Gli Scarti\norganizzazione Alessandro Beltaro e Anna De Martini\namministrazione Morena Lenti e Riccardo Rossi\nmacchinista Alberto Tizzone\nelettricista Michele Forni\nufficio stampa Maddalena Peluso\nsocial media Gaia Giardina\n\nuna produzione di Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito\ncon Nidodiragno/CMC produzioni in co-produzione con Teatro Carcano e Fondazione Sipario Toscana – La città del Teatro e con la collaborazione di Argot Produzioni\nun ringraziamento speciale alla Fondazione Dario Fo e Franca Rame.\n  \nNel centenario della nascita di Dario Fo\, Giorgio Gallione si confronta con il Premio Nobel per la letteratura.\n  \nNel 1921 un emigrante italiano “volò” fuori dalla finestra del palazzo della polizia di New York: è questo l’episodio che Dario Fo prende a pretesto per Morte accidentale di un anarchico\, una farsa tragica\, divertentissima e inquietante che dopo più di cinquant’anni è ancora oggi rappresentata con grande successo in tutto il mondo. La “morte accidentale“\, così ironicamente definita da Fo\, è in realtà quella dell’anarchico Giuseppe Pinelli\, precipitato il 15 dicembre 1969 dal quarto piano della Questura di Milano durante uno degli interrogatori relativi alla strage di Piazza Fontana. Un “malore attivo”\, così lo definì l’inchiesta. \nL’edizione di quegli anni\, curata e interpretata da Fo\, divenne presto mitica\, epocale\, con sold out infiniti per più di duecento serate\, vibranti di entusiasmo e partecipazione sociale e civile. Il tutto tra tentativi di censura\, provocazioni e pericoli reali\, con ripetute\, cicliche telefonate anonime che avvertivano della presenza di bombe in sala. Questo perché la morte di Pinelli fu più che sospetta\, tanto che il testo di Fo\, attraverso il paradosso comico della scrittura\, è in realtà basato su documenti autentici\, verbali di processi e inchieste giornalistiche documentatissime che denunciano le cause e le radici politiche di quella diffusa e perturbante “strage di stato” che insanguinò quegli anni e di cui questo episodio è tragico emblema. \nMa la genialità di Fo\, evidente ancora oggi\, è quella di ambientare questo avvenimento in un contesto ridicolmente grottesco\, con protagonista e motore dell’azione un Matto\, un moderno giullare affetto guarda caso da “istriomania” (cioè il bisogno irrefrenabile di spacciarsi per altre persone) e che usa perciò il gioco comico\, il travestimento\, la maschera\, lo sberleffo satirico come arma per smascherare le bugie arroganti e le grossolane contraddizioni di un potere goffo e sfacciato (commissari\, agenti e questori) che nega la verità e l’evidenza della propria degradazione. \n«Nei tempi bui dobbiamo cantare i tempi bui» ha scritto Brecht. Allo stesso modo Fo sceglie coraggiosamente la scomoda posizione del ribelle non allineato\, affrontando tra l’altro più di duecento denunce e processi\, per raccontare in palcoscenico una verità che nessuno voleva davvero ricercare né tantomeno scoprire. Sempre con Brecht\, Dario preferisce «mettersi dalla parte del torto\, perché tutti gli altri posti erano occupati». \nIl nostro Matto sarà Lodo Guenzi\, attore dai poliedrici talenti che guiderà una sarabanda comica\, grottesca e satirica un po’ commedia degli equivoci\, un po’ slapstick comedy\, un po’ grottesco teatro di denuncia\, cosciente della grande eredità dell’autore premio Nobel e contemporaneamente moderno performer che fa propria quella tradizione per rinnovarla e rimodellarla sulla propria sensibilità artistica e moderna coscienza critica. \n\n  \n\nAbbonamento PROSA 2\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nACQUISTA I BIGLIETTI ONLINE
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SUMMARY:Sillabari
DESCRIPTION:Di: Goffredo Parise\nCon: Federica Fracassi\nProduzione: Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa \n\n“Dodici anni fa giurai a me stesso\, preso dalla mano della poesia\, di scrivere tanti racconti sui sentimenti umani\, così labili\, partendo dalla A e arrivando alla Z. Sono poesie in prosa. Ma alla lettera S\, nonostante i programmi\, la poesia mi ha abbandonato. E a questa lettera ho dovuto fermarmi. La poesia va e viene\, vive e muore quando vuole lei\, non quando vogliamo noi e non ha discendenti. Mi dispiace ma è così. Un poco come la vita\, soprattutto come l’amore”. Così scrive Goffredo Parise nel 1982. \nNell’ambito del progetto Teatro Fuori Porta del Piccolo Teatro di Milano\, Federica Fracassi dà voce a Sillabari di Goffredo Parise\, dove si racconta di un’Italia che forse non esiste c’è più e che ha il fascino di un film d’altri tempi\, ma in cui si disegna\, con minuzia\, una giostra di moti dell’anima che restano eterni e troppo umani. \n\n  \nEventi Speciali \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nACQUISTA I BIGLIETTI ONLINE
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SUMMARY:A qualcuno piace caldo
DESCRIPTION:Di: Mario Moretti\nLiberamente tratto dalla trama del film di Billy Wilder\nScene e regia: Geppy Gleijeses\nCon: Giulio Corso\, Gianluca Ferrato e Euridice Axen\nE con: Maria Rosaria Carli\, Stefania Barca\, Salvatore Esposito\, Antonio Tallura\, Francesco Laruffa\, Teo Guarini\, Davide Montalbano\, Michele Demaria\nCostumi: Chiara Donato\nProiezioni: Luca Condorelli\nElementi scenografici: Roberto Crea\nMusiche: Matteo D’Amico\nLight designer: Francesco Grieco\nProduzione Dear Friends \n  \nIl punto di partenza è il film di culto con Tony Curtis\, Jack Lemmon e Marilyn Monroe\, ma il risultato è una commedia teatrale\, diretta dalla mano esperta di Geppy Gleijeses\, che realizza uno spettacolo brillante e travolgente\, dalle atmosfere gangster e glamour\, con nota di merito per i sofisticati costumi. \nAmbientata nel 1929\, durante l’epoca del proibizionismo\, la storia segue due musicisti jazz squattrinati che\, per sfuggire a una pericolosa gang\, si travestono da donne e si uniscono a un’orchestra femminile. Tra equivoci\, travestimenti e amori imprevisti\, lo spettacolo omaggia con eleganza e leggerezza uno dei film più amati della storia del cinema\, trasformandolo in un’irresistibile festa teatrale di ritmo\, comicità e sentimento. \nL’adattamento di Mario Moretti rimane fedele al film senza risultare un’eccessiva ricalcatura\, introducendo nuove gag e valorizzando soprattutto la bravura e l’originalità degli interpreti principali. Gran merito agli attori: Gianluca Ferrato\, è un mattatore da palcoscenico\, ben sostenuto dal giovane carismatico Giulio Corso e da una inaspettata Euridice Axen\, che si confronta con il personaggio femminile di Zucchero in modo credibile e autonomo\, pur nel rispetto del ricordo della mitica Marilyn\, di cui si celebrano nel 2026 i 100 anni dalla nascita. \n  \nAbbonamento PROSA 1\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nACQUISTA I BIGLIETTI ONLINE
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SUMMARY:Pomerigèzz 2026-2027
DESCRIPTION:La musica jazz nasce e vive in simbiosi con i tempi\, ne modifica i costumi e si evolve di conseguenza; Pomerigèzz\, i concerti pomeridiani di jazz al Teatro Sociale di Stradella\, nascono con lo stesso spirito: divulgare la storia mantenendola viva e attuale. \nA cura dell’Accademia Musicale Città di Stradella \nIngresso libero \n  \nScopri tutti gli appuntamenti: \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nDomenica 15 novembre 2026 – Ore 17.00\nGiovanni Falzone Libera Band\n“Suite For Miles”\n\nTromba: Giovanni Falzone\nSaxofono: Raffaele Fiengo\nPianoforte: Massimiliano Cameroni\nContrabbasso: Giuseppe La Grutta\nBatteria: Riccardo Marchese \n– \nLibera Band nasce con il desiderio di formare un gruppo che abbia al centro la libertà\, ossia la capacità di sapersi muovere su ambiti e territori musicali diversi\, sia a livello creativo\, nello sviluppare in modo autentico il materiale compositivo attraverso “finestre di libertà” che mettano in risalto le qualità e le peculiarità di ciascun elemento del gruppo\, sia nella capacità esecutiva\, in modo da valorizzare anche il più piccolo dettaglio compositivo. \nIn un momento storico così delicato\, la parola “Libera” è una scelta ben precisa e fortemente voluta. Ho cercato di mettere insieme un “microcosmo” di persone\, che stimo sotto diversi aspetti\, rapportandolo ad un “mondo ideale” dove mi piacerebbe abitare: senza barriere di genere\, senza colonizzatori\, senza oppressori\, senza ricchezza spropositata che offende la fame altrui. In parole semplici: un mondo libero capace di agire nella libertà così come nelle regole\, nella responsabilità\, nella bellezza\, nell’ascolto e soprattutto nel rispetto di tutti. \nFanno parte di questo progetto giovani musicisti di talento\, tutti Under 30\, di grandissima sensibilità\, con i quali ho instaurato\, fin da subito\, un rapporto di complicità ed intesa musicale\, grazie alla loro curiosità e alla loro capacità di muoversi in diversi ambiti creativi. \n\n\n\n\n\n\n\nDomenica 6 dicembre 2026 – Ore 17.00\nSandro Gibellini\n“Chorinhos”\nChitarra: Sandro Gibellini\nClarinetto: Guido Bombardieri\nFisarmonica: Fausto Beccalossi\nPianoforte: Andrea Candeloro\nContrabbasso: Roberto Piccolo\nBatteria: Massimo Caracca \n– \nSandro Gibellini\, chitarrista di razza\, sensibile e raffinato\, ha abbandonato per un attimo il jazz per dedicare un intero disco ad una sua passione musicale\, lo choro. Questo genere musicale incarna l’anima popolare brasiliana di cui il suo esponente storicamente più illustre è stato Pixinguinha. Gibellini ha intitolato il disco Chorinhos ed è composto interamente da brani originali scritti dal chitarrista. \nGià dal primo ascolto si capisce subito che Gibellini è riuscito a trasmettere pienamente questa sua passione essendo il disco pregno di esotico estetismo\, colori\, gioia e panorami immaginifici. Ha messo sapientemente in musica quelle che sono le istanze principali di questo genere musicale miscelandole con una buona dose di jazz ed esaltandone i tratti melodici. \nContrabbasso e batteria tengono dritto il timone seguendo la loro stella jazz e garantendo agli assolo del leader\, alle sue sortite sonore\, di restare in linea con la struttura del brano e improvvisare liberamente. Anche gli interventi di pianoforte sono fantasiosi e allo stesso tempo coerenti con le esigenze e le fantasiose melodie di Gibellini. Chorinhos è un disco ricco di strumenti e suoni dove il clarinetto disegna ghirigori barocchi contrappuntando le tematiche della chitarra. \nÈ proprio il suono ammaliante del clarinetto in Eunice ad aprire il disco e a conferire quell’alone di magico realismo alle atmosfere di Chorinhos. Così come Fausto Beccalossi fa con la fisarmonica nella cantata Aguas Doces\, conferendo passione e profonda sensibilità alla tematica del pezzo. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nDomenica 24 gennaio 2027 – Ore 17.00\nSophia Tomelleri Quartet\nSaxofono: Sophia Tomelleri\nPianoforte: Simone Daclon\nContrabbasso: Alex Orciari\nBatteria: Pasquale Fiore \n– \n\n\nSophia Tomelleri 4tet plays the Women Composers \n“Dopo aver concluso gli studi di laurea magistrale in composizione Jazz nel 2023 con una tesi sulla figura di Carla Bley\, celebre compositrice ed arrangiatrice statunitense deceduta solo l’anno scorso\, è nato in me l’interesse per le altre figure femminili che hanno contribuito al repertorio della musica afroamericana. \n\n\nTalune hanno goduto di un ampio riconoscimento\, come la succitata Carla Bley o Mary Lou Williams\, mentre altre sono passate inosservate al grande pubblico.\n\nE’ il caso di Sara Cassey: deceduta prematuramente all’età di 37 anni per cause non del tutto chiarite\, ha lavorato per l’etichetta discografica Riverside Records (una delle principali etichette di Jazz americane) componendo brani incisi da Hank Jones\, Clark Terry\, Johnny Griffin per citarne alcuni. Kay Swift: prima donna a comporre un musical per intero per Broadway. Oltre ad aver scritto Fine and Dandy\, è stata stretta collaboratrice ed assistente di George Gershwin. Tante opere del compositore della Tin Pan Alley (la via di New York in cui si concentravano le editrici musicali\, e da cui trae il nome il complesso della musica di intrattenimento americana di inizio Novecento) ci sono state tramandate grazie alla memoria musicale della Swift.\n\n\n\n\nPoi c’è il capitolo delle compositrici afroamericane\, come Mary Lou Williams e Melba Liston. Queste ultime\, oltre a soffrire dei pregiudizi in quanto donne\, dovettero subire vessazioni e umiliazioni anche per il colore della loro pelle. Entrambe ad un certo punto della loro carriera rinunciano ai concerti dal vivo per lo stress e le vessazioni subite (page rifiutate\, molestie sessuali da parte dei colleghi\, relegazioni a ruoli “femminili” come lo stirare gli abiti dei musicisti in tour) e confinano le loro attività musicali alla composizione e all’arrangiamento. Besame Mucho è uno dei brani più famosi e riproposti al mondo\, ma pochi sanno che a comporlo è stata una allora non ancora maggiorenne messicana che risponde al nome di Consuelo Velàzquez.\n\n\n\n\nNumerose sono le altre compositrici nella storia del Jazz. Terri Lyne Carrington\, nota batterista\, compositrice e didatta contemporanea\, rendendosi conto che nelle raccolte di opere Jazz fossero rappresentati come autori solamente uomini\, nel 2022 pubblica New Standards: 101 Lead Sheets By Women Composers\, una raccolta di 101 opere composte esclusivamente da autrici. Sulla scia di Terri Lyne Carrington che nel 2022 pubblica un album con opere estratte dal libro appena citato\, intitolato significativamente New Standars\, Vol.1\, nel novembre 2024 ho emulato questo tributo alle donne compositrici\, registrando l’album Besame Mucho in New York per l’etichetta giapponese Venus Records (con John Di Martino al pianoforte\, Peter Washington al contrabbasso e Willie Jones III alla batteria)\, contenente opere di Mary Lou Williams\, Geri Allen\, Marian McPartland\, Sara Cassey\, Melba Liston\, Consuelo Velazquez\, Renee Rosnes e Bernice Petkere.”\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nDomenica 14 febbraio 2027 – Ore 17.00\nAndrea Pimazzoni\n“VAM Trio”\nSax tenore: Andrea Pimazzoni\nContrabbasso: Martino De Franceschi\nBatteria: Valerio Abeni \n– \nVAM Trio plays Joe Henderson \nIl trio composto da Valerio Abeni (batteria)\, Andrea Pimazzoni (sax tenore) e Martino De Franceschi (contrabbasso) rende omaggio all’universo musicale di Joe Henderson\, tra le voci più originali e influenti del jazz contemporaneo. \nLe sue composizioni\, ricche di profondità armonica\, libertà ritmica e tensione melodica\, diventano il punto di partenza per un percorso interpretativo che privilegia il dialogo\, l’interplay e la costruzione estemporanea del suono. Accanto ai brani di Henderson trovano spazio alcuni standard\, riletti con la stessa sensibilità\, in un equilibrio tra tradizione e ricerca. \nLontano da qualsiasi intento filologico\, il trio affronta questo repertorio con uno sguardo attuale\, lasciando che ogni esecuzione si sviluppi nell’istante\, tra ascolto reciproco\, energia e libertà improvvisativa. Ne emerge una musica viva\, aperta e in continua trasformazione\, capace di restituire tutta la modernità del linguaggio di Henderson attraverso una voce personale e condivisa.
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SUMMARY:Teatro per Famiglie 2026-2027
DESCRIPTION:Domenica 13 dicembre 2026 – Ore 16.00\nIl Natale del Piccolo Principe\nSpettacolo-musical per vivere le avventure del giovane eroe di Saint-Exupery attraverso canzoni e parole emozionanti scritte da un autore che ha amato il volo ed è scomparso nel nulla con il suo aereo\, quasi volendo ripercorrere nel suo ultimo viaggio le tappe che aveva disegnato sulla carta stampata.\nIl piccolo principe\, partito per capire e imparare\, attraverso il suo apprendimento fa comprendere anche a noi. Per esempio: che l’essenziale è invisibile agli occhi\, che quello che ciascuno cerca non lo troverà mai se non sarà capace di chiudere le palpebre nel momento opportuno per vedere davvero\, forse con il cuore. \nTesto e regia: Giuseppe Adduci\nCon: Cosetta Adduci\, Virginia Adduci\, Olga Bini \nDai 3 anni \n\n\n\n\n\n\nDomenica 10 gennaio 2027 – Ore 16.00\nLa magia dei colori\nNella notte dei tempi di tanto tanto tempo fa i colori non esistevano ancora.\nO meglio\, esisteva un solo colore: il grigio!\nDue maghe in mezzo a tutto quel grigio cominciano ad annoiarsi un po’ e si danno un gran daffare per cercare altri colori. Mescolano e mescolano\, e poi rimescolano nel loro catino magico\, Che disastro i primi esperimenti!!! O troppo rosso o tropo blu o troppo giallo…e quando c’è troppo di un solo colore\, quando non ci sono sfumature\, ogni cosa\, ogni sensazione è eccessiva o monotona.\nMa ecco che\, quando pare che ogni colore impazzisca e voglia scappare dal catino…improvvisamente esplodono mille colori\, che dipingono il mondo e lo rendono meraviglioso per i nostri occhi. \nRegia: Mauro Buttafava\nCon: Maria Elisa Calderoni ed Elisa Pifferi \nDai 3 anni \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nDomenica 7 Febbraio 2027 – Ore 16.00\nIl coro dell’alba\nUn piccolo stormo di uccelli\, al suo primo volo\, impara ad accogliere il cielo e ad ascoltare il movimento del vento.\nQuesti giovani migratori\, lanciandosi nel viaggio\, scoprono che anche nella distanza rimane un legame\, sottile come un filo d’aria\, che li unisce tutti.\nUn viaggio poetico sull’interconnessione tra esseri e spazi\, dove il cielo diventa casa e dove la separazione non spezza il legame\, ma lo rivela. \nRegia: Virginia Franchi\nCon: Giada Borgatti\, Silvia Cristofori e Marzia Meddi \nDai 4 anni \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nACQUISTA I BIGLIETTI ONLINE
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SUMMARY:Le città invisibili
DESCRIPTION:Performance danzante liberamente tratta dall’omonimo romanzo di Italo Calvino\nA cura del Circolo Culturale Sportivo dilettantistico “Città di Stradella” diretto da Marta Pregnolato \ne con \nIstituto musicale Palestrina di Castel San Giovanni Accademia di Danza diretta da Nicoletta Fedeli\nScuola di Danza Città di Pavia Libertas Società Sportiva Dilettantistica a.r.l. diretta da Daniela e Silvia Ferri\nA.s.d. Off Dance Casteggio diretta da Christian Carbone \n  \n“Le città sono un insieme di tante cose: di memorie\, di desideri\, di segni di un linguaggio…” — Italo Calvino \nSul palcoscenico del nostro TeSS torna il tradizionale appuntamento del mese di dicembre con la sesta arte\, una serata in cui la magia del palcoscenico si rinnova grazie alla passione\, al talento e all’energia delle scuole di danza del nostro territorio. Quest’anno\, il sipario si apre su un tema di straordinaria suggestione: “Le città invisibili“\, uno spettacolo d’arte e movimento interamente ispirato al capolavoro visionario di Italo Calvino. \nLo spettacolo: Quando la danza incontra la letteratura \nPalazzo dopo palazzo\, ricordo dopo ricordo\, la letteratura di Calvino prende vita attraverso i linguaggi universali del corpo e della coreografia. Sul palco\, i danzatori ci guideranno in un percorso poetico alla scoperta di luoghi fantastici\, città fatte di desideri\, di sogni\, di scambi e di memorie nascoste. Attraverso i linguaggi della danza classica\, moderna\, contemporanea e hip-hop\, verrà interpretata la meraviglia di luoghi fantastici\, memorie e desideri nascosti. \nOgni coreografia è un tassello di questo mosaico urbano in movimento. Preparatevi a lasciarvi guidare in questo labirinto di bellezza\, dove ogni passo di danza traccia i confini di una città tutta da scoprire. Lasciatevi guidare in questo viaggio poetico dove la danza dà forma a ciò che gli occhi non possono vedere\, ma che il cuore sa percepire. \n\nDanza\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nACQUISTA I BIGLIETTI ONLINE
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SUMMARY:The Jolly Shoes Sisters
DESCRIPTION:Laura Fedele & Veronica Sbergia – Feat. Germano Zenga\nConcerto di Natale – The JSS Christmas Edition – Concerto di Natale\n  \nVoce e pianoforte: Laura Fedele\nVoce\, washboard e ukulele: Veronica Sbergia\nSassofono: Germano Zenga \n  \nThe Jolly Shoes Sisters sono Laura Fedele (voce\, pianoforte e fisarmonica) e Veronica Sbergia (voce\, washboard e ukulele)\, supportate dal sax di Germano Zenga. \nLaura Fedele e Veronica Sbergia\, due strepitose artiste\, veterane dei palchi nazionali ed internazionali\, danno vita ad un emozionante concerto\, in cui brani dalle sonorità gospel si alternano alle canzoni natalizie che tutti abbiamo nel cuore. E lo fanno mantenendo\, naturalmente\, il loro sound\, unico e inconfondibile: un gioco di sapienti intrecci vocali sostenuti da un pianismo brillante e seducente\, e dalla ritmicità primitiva e coinvolgente del washboard. \nTra i brani in programma: “Jesus what a wonderful child”\, “Amazing grace”\, “Winter wonderland”\, “Have yourself a merry little Christmas”\, “Silent night”\, “Sermonette” e tanti altri. \n  \nMUSICA\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nACQUISTA I BIGLIETTI ONLINE
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SUMMARY:Teatro per Famiglie 2026-2027
DESCRIPTION:Domenica 13 dicembre 2026 – Ore 16.00\nIl Natale del Piccolo Principe\nSpettacolo-musical per vivere le avventure del giovane eroe di Saint-Exupery attraverso canzoni e parole emozionanti scritte da un autore che ha amato il volo ed è scomparso nel nulla con il suo aereo\, quasi volendo ripercorrere nel suo ultimo viaggio le tappe che aveva disegnato sulla carta stampata.\nIl piccolo principe\, partito per capire e imparare\, attraverso il suo apprendimento fa comprendere anche a noi. Per esempio: che l’essenziale è invisibile agli occhi\, che quello che ciascuno cerca non lo troverà mai se non sarà capace di chiudere le palpebre nel momento opportuno per vedere davvero\, forse con il cuore. \nTesto e regia: Giuseppe Adduci\nCon: Cosetta Adduci\, Virginia Adduci\, Olga Bini \nDai 3 anni \n\n\n\n\n\n\nDomenica 10 gennaio 2027 – Ore 16.00\nLa magia dei colori\nNella notte dei tempi di tanto tanto tempo fa i colori non esistevano ancora.\nO meglio\, esisteva un solo colore: il grigio!\nDue maghe in mezzo a tutto quel grigio cominciano ad annoiarsi un po’ e si danno un gran daffare per cercare altri colori. Mescolano e mescolano\, e poi rimescolano nel loro catino magico\, Che disastro i primi esperimenti!!! O troppo rosso o tropo blu o troppo giallo…e quando c’è troppo di un solo colore\, quando non ci sono sfumature\, ogni cosa\, ogni sensazione è eccessiva o monotona.\nMa ecco che\, quando pare che ogni colore impazzisca e voglia scappare dal catino…improvvisamente esplodono mille colori\, che dipingono il mondo e lo rendono meraviglioso per i nostri occhi. \nRegia: Mauro Buttafava\nCon: Maria Elisa Calderoni ed Elisa Pifferi \nDai 3 anni \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nDomenica 7 Febbraio 2027 – Ore 16.00\nIl coro dell’alba\nUn piccolo stormo di uccelli\, al suo primo volo\, impara ad accogliere il cielo e ad ascoltare il movimento del vento.\nQuesti giovani migratori\, lanciandosi nel viaggio\, scoprono che anche nella distanza rimane un legame\, sottile come un filo d’aria\, che li unisce tutti.\nUn viaggio poetico sull’interconnessione tra esseri e spazi\, dove il cielo diventa casa e dove la separazione non spezza il legame\, ma lo rivela. \nRegia: Virginia Franchi\nCon: Giada Borgatti\, Silvia Cristofori e Marzia Meddi \nDai 4 anni \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nACQUISTA I BIGLIETTI ONLINE
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SUMMARY:Gli innamorati
DESCRIPTION:di Carlo Goldoni\nadattamento e regia Roberto Valerio\ncon Claudio Casadio\, Loredana Giordano\, Valentina Carli\, Leone Tarchiani\, Maria Lauria\, Lorenzo Carpinelli\, Damiano Spitaleri\, Alberto Gandolfo\nscene e costumi Guido Fiorato\nmusiche Paolo Coletta \nlight designer Michele Lavanga \nrealizzazione scene Laboratorio Scarpa\, Faenza\ndirettore di palcoscenico Matteo Hintermann\ntecnico luci Marco Golinucci \nsarta Giulia Zaffino\nProduzione Accademia Perduta / Romagna Teatri\, La Contrada Teatro stabile di Trieste\, La Pirandelliana\n  \nCarlo Goldoni introduce così la sua commedia al lettore: due giovani innamorati ci mostrano come un amore dolce\, limpido e senza inganni si possa trasformare in folle gelosia. Da qui nascono una serie di ripicche\, furibonde liti\, alternate a dolci riappacificazioni e languidi desideri. Lo spettacolo infatti tratta della passionale e tormentata storia d’amore tra Eugenia e Fulgenzio. Il loro legame\, pur essendo sincero\, è continuamente minato dall’impulsività di lui e\, soprattutto\, dalla gelosia ossessiva di lei\, dando vita a un ciclo infinito di battibecchi.\nQuesto classico capolavoro goldoniano viene portato ai nostri giorni con un tema centrale: quanto ancora oggi ci sia di sciocco e di buffo nei nostri comportamenti durante un\ninnamoramento; ma anche quanto si possa essere fragili\, indifesi e alla mercè delle onde del cuore. Ci presenta una magnifica galleria di personaggi intorno ai due giovani amanti che consigliano\, rimproverano\, ingarbugliano ancor di più la vicenda. Il campione assoluto nel creare scompiglio è Fabrizio (lo zio di Eugenia)\, interpretato da Claudio Casadio\, magnifica maschera di chiacchierone\, bonario bugiardo che esalta e magnifica tutte le persone che lo circondano provocando ilarità negli altri personaggi e di riflesso nel pubblico. \nRoberto Valerio ci ha abituati a spettacoli tratti dai testi classici in una conformazione moderna. Al TeSS sono stati rappresentati Il gatto di Simenon nel 2019 e Il Tartufo di Molière nel 2023. Con una scenografia contemporanea e costumi moderni\, nasce uno spettacolo in cui trionfa il teatro e la sua magnifica macchina scenica capace\, con un testo del 1759\, di parlare ancora oggi alle persone in platea. \n  \nAbbonamento PROSA 1\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nACQUISTA I BIGLIETTI ONLINE
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SUMMARY:Il medico dei pazzi
DESCRIPTION:Di: Eduardo Scarpetta\nRegia e adattamento: Leo Muscato\nCon: Gianfelice Imparato\nE con: Luigi Bignone\, Giuseppe Brunetti\, Michele Cipriani\, Francesco Maria Cordella\, Alessandra D’Ambrosio\, Antonio Fiorillo\, Giorgio Pinto\, Giuseppe Rispoli\, Fabiana Russo\, Ingrid Sansone\nScene: Federica Parolini\nCostumi: Silvia Aymonino\nLuci: Alessandro Verazzi\nMusiche originali: Andrea Chenna\nProduzione I Due della Città del Sole\, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale\, Compagnia Mauri Sturno\n  \nIl medico dei pazzi è una delle più divertenti farse di Eduardo Scarpetta\, una macchina dell’equivoco perfetta. \nScritta nel 1908\, racconta la disavventura di Don Felice Sciosciammocca\, ricco proprietario terriero – un po’ ignorante\, molto ingenuo e irrimediabilmente provinciale – che da anni finanzia gli studi di suo nipote Ciccillo. È convinto che il ragazzo si sia laureato in medicina e diriga un prestigioso manicomio. Peccato che Ciccillo\, invece di studiare\, abbia sperperato tutto in divertimenti e gioco d’azzardo\, collezionando debiti e creditori. Quando Don Felice decide di sorprenderlo e si presenta a Napoli con la moglie\, il nipote\, preso alla sprovvista\, inventa una menzogna colossale: la Pensione Stella\, dove vive\, non è una semplice pensione\, ma un rispettabile istituto psichiatrico. Don Felice\, vedendo gli eccentrici ospiti della casa\, si convince che siano pazienti. Da lì in avanti\, la commedia precipita in un vortice di fraintendimenti e situazioni paradossali\, entrati nella memoria collettiva del teatro napoletano\, sino a quando\, di equivoco in equivoco\, l’imbroglio viene scoperto. \nLa differente ambientazione temporale non fa perdere alla commedia la sua verve\, né svilisce i suoi meccanismi di costruzione delle battute e situazioni comiche. Tutto appare fresco e moderno. Immortale l’interpretazione che ne fece nella versione cinematografica Totò\, qui nei panni di Sciosciammocca; oggi Gianfelice Imparato esprime ai massimi livelli l’arte teatrale\, con ritmi recitativi perfetti e mimica facciale impareggiabile. \nIn sintesi\, i tre ingredienti che fanno di questa commedia comica una serata da non perdere\, sono: Eduardo Scarpetta\, maestro esperto della risata\, Gianfelice Imparato\, glorioso interprete della tradizione napoletana e Leo Muscato\, regista attento e rispettoso della tradizione e dei classici\, capace riscrivere con essenzialità e rigore. \n  \nAbbonamento PROSA 2\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nACQUISTA I BIGLIETTI ONLINE
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SUMMARY:Silvia Mezzanotte & Band
DESCRIPTION:Le mie Regine\n  \nSilvia Mezzanotte porta in scena le grandi voci della musica italiana e internazionale: un viaggio a 360° che spazia da Mina a Mia Martini\, da Liza Minnelli a Edith Piaf\, rivisitando in chiave acustica grandi classici di Ella Fitzgerald\, Gloria Gaynor e molte altre. \n“Gli artisti non amano raccontare le loro fragilità – confida Silvia Mezzanotte – ‘Le mie Regine’\, invece\, nasce dalla voglia di condividere il mio viaggio artistico e umano… La timidezza innata e il senso di inadeguatezza che hanno accompagnato la mia infanzia… La musica mi ha salvata\, l’ascolto delle più grandi voci femminili mi ha aperto nuovi spiragli sul mondo: per questo ‘Le mie Regine’ rappresenta più di ogni altra cosa il percorso che mi ha permesso di trasformare le mie fragilità nella mia forza“. \nTre musicisti di spessore ed esperienza accompagnano l’artista in questo viaggio: Lele Veronesi alla batteria\, Luca Cantelli al contrabbasso\, e Pino De Fazio al pianoforte.\n“Naturalmente – sottolinea Silvia Mezzanotte – ho riservato in questo spettacolo un posto speciale per il percorso artistico che mi ha portato ad essere per più di 10 anni la voce dei Matia Bazar\, da ‘Brivido caldo’ a ‘Messaggio d’amore’\, canzone vincitrice del Festival di Sanremo“. \n  \nMUSICA\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nACQUISTA I BIGLIETTI ONLINE
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SUMMARY:Pomerigèzz 2026-2027
DESCRIPTION:La musica jazz nasce e vive in simbiosi con i tempi\, ne modifica i costumi e si evolve di conseguenza; Pomerigèzz\, i concerti pomeridiani di jazz al Teatro Sociale di Stradella\, nascono con lo stesso spirito: divulgare la storia mantenendola viva e attuale. \nA cura dell’Accademia Musicale Città di Stradella \nIngresso libero \n  \nScopri tutti gli appuntamenti: \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nDomenica 15 novembre 2026 – Ore 17.00\nGiovanni Falzone Libera Band\n“Suite For Miles”\n\nTromba: Giovanni Falzone\nSaxofono: Raffaele Fiengo\nPianoforte: Massimiliano Cameroni\nContrabbasso: Giuseppe La Grutta\nBatteria: Riccardo Marchese \n– \nLibera Band nasce con il desiderio di formare un gruppo che abbia al centro la libertà\, ossia la capacità di sapersi muovere su ambiti e territori musicali diversi\, sia a livello creativo\, nello sviluppare in modo autentico il materiale compositivo attraverso “finestre di libertà” che mettano in risalto le qualità e le peculiarità di ciascun elemento del gruppo\, sia nella capacità esecutiva\, in modo da valorizzare anche il più piccolo dettaglio compositivo. \nIn un momento storico così delicato\, la parola “Libera” è una scelta ben precisa e fortemente voluta. Ho cercato di mettere insieme un “microcosmo” di persone\, che stimo sotto diversi aspetti\, rapportandolo ad un “mondo ideale” dove mi piacerebbe abitare: senza barriere di genere\, senza colonizzatori\, senza oppressori\, senza ricchezza spropositata che offende la fame altrui. In parole semplici: un mondo libero capace di agire nella libertà così come nelle regole\, nella responsabilità\, nella bellezza\, nell’ascolto e soprattutto nel rispetto di tutti. \nFanno parte di questo progetto giovani musicisti di talento\, tutti Under 30\, di grandissima sensibilità\, con i quali ho instaurato\, fin da subito\, un rapporto di complicità ed intesa musicale\, grazie alla loro curiosità e alla loro capacità di muoversi in diversi ambiti creativi. \n\n\n\n\n\n\n\nDomenica 6 dicembre 2026 – Ore 17.00\nSandro Gibellini\n“Chorinhos”\nChitarra: Sandro Gibellini\nClarinetto: Guido Bombardieri\nFisarmonica: Fausto Beccalossi\nPianoforte: Andrea Candeloro\nContrabbasso: Roberto Piccolo\nBatteria: Massimo Caracca \n– \nSandro Gibellini\, chitarrista di razza\, sensibile e raffinato\, ha abbandonato per un attimo il jazz per dedicare un intero disco ad una sua passione musicale\, lo choro. Questo genere musicale incarna l’anima popolare brasiliana di cui il suo esponente storicamente più illustre è stato Pixinguinha. Gibellini ha intitolato il disco Chorinhos ed è composto interamente da brani originali scritti dal chitarrista. \nGià dal primo ascolto si capisce subito che Gibellini è riuscito a trasmettere pienamente questa sua passione essendo il disco pregno di esotico estetismo\, colori\, gioia e panorami immaginifici. Ha messo sapientemente in musica quelle che sono le istanze principali di questo genere musicale miscelandole con una buona dose di jazz ed esaltandone i tratti melodici. \nContrabbasso e batteria tengono dritto il timone seguendo la loro stella jazz e garantendo agli assolo del leader\, alle sue sortite sonore\, di restare in linea con la struttura del brano e improvvisare liberamente. Anche gli interventi di pianoforte sono fantasiosi e allo stesso tempo coerenti con le esigenze e le fantasiose melodie di Gibellini. Chorinhos è un disco ricco di strumenti e suoni dove il clarinetto disegna ghirigori barocchi contrappuntando le tematiche della chitarra. \nÈ proprio il suono ammaliante del clarinetto in Eunice ad aprire il disco e a conferire quell’alone di magico realismo alle atmosfere di Chorinhos. Così come Fausto Beccalossi fa con la fisarmonica nella cantata Aguas Doces\, conferendo passione e profonda sensibilità alla tematica del pezzo. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nDomenica 24 gennaio 2027 – Ore 17.00\nSophia Tomelleri Quartet\nSaxofono: Sophia Tomelleri\nPianoforte: Simone Daclon\nContrabbasso: Alex Orciari\nBatteria: Pasquale Fiore \n– \n\n\nSophia Tomelleri 4tet plays the Women Composers \n“Dopo aver concluso gli studi di laurea magistrale in composizione Jazz nel 2023 con una tesi sulla figura di Carla Bley\, celebre compositrice ed arrangiatrice statunitense deceduta solo l’anno scorso\, è nato in me l’interesse per le altre figure femminili che hanno contribuito al repertorio della musica afroamericana. \n\n\nTalune hanno goduto di un ampio riconoscimento\, come la succitata Carla Bley o Mary Lou Williams\, mentre altre sono passate inosservate al grande pubblico.\n\nE’ il caso di Sara Cassey: deceduta prematuramente all’età di 37 anni per cause non del tutto chiarite\, ha lavorato per l’etichetta discografica Riverside Records (una delle principali etichette di Jazz americane) componendo brani incisi da Hank Jones\, Clark Terry\, Johnny Griffin per citarne alcuni. Kay Swift: prima donna a comporre un musical per intero per Broadway. Oltre ad aver scritto Fine and Dandy\, è stata stretta collaboratrice ed assistente di George Gershwin. Tante opere del compositore della Tin Pan Alley (la via di New York in cui si concentravano le editrici musicali\, e da cui trae il nome il complesso della musica di intrattenimento americana di inizio Novecento) ci sono state tramandate grazie alla memoria musicale della Swift.\n\n\n\n\nPoi c’è il capitolo delle compositrici afroamericane\, come Mary Lou Williams e Melba Liston. Queste ultime\, oltre a soffrire dei pregiudizi in quanto donne\, dovettero subire vessazioni e umiliazioni anche per il colore della loro pelle. Entrambe ad un certo punto della loro carriera rinunciano ai concerti dal vivo per lo stress e le vessazioni subite (page rifiutate\, molestie sessuali da parte dei colleghi\, relegazioni a ruoli “femminili” come lo stirare gli abiti dei musicisti in tour) e confinano le loro attività musicali alla composizione e all’arrangiamento. Besame Mucho è uno dei brani più famosi e riproposti al mondo\, ma pochi sanno che a comporlo è stata una allora non ancora maggiorenne messicana che risponde al nome di Consuelo Velàzquez.\n\n\n\n\nNumerose sono le altre compositrici nella storia del Jazz. Terri Lyne Carrington\, nota batterista\, compositrice e didatta contemporanea\, rendendosi conto che nelle raccolte di opere Jazz fossero rappresentati come autori solamente uomini\, nel 2022 pubblica New Standards: 101 Lead Sheets By Women Composers\, una raccolta di 101 opere composte esclusivamente da autrici. Sulla scia di Terri Lyne Carrington che nel 2022 pubblica un album con opere estratte dal libro appena citato\, intitolato significativamente New Standars\, Vol.1\, nel novembre 2024 ho emulato questo tributo alle donne compositrici\, registrando l’album Besame Mucho in New York per l’etichetta giapponese Venus Records (con John Di Martino al pianoforte\, Peter Washington al contrabbasso e Willie Jones III alla batteria)\, contenente opere di Mary Lou Williams\, Geri Allen\, Marian McPartland\, Sara Cassey\, Melba Liston\, Consuelo Velazquez\, Renee Rosnes e Bernice Petkere.”\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nDomenica 14 febbraio 2027 – Ore 17.00\nAndrea Pimazzoni\n“VAM Trio”\nSax tenore: Andrea Pimazzoni\nContrabbasso: Martino De Franceschi\nBatteria: Valerio Abeni \n– \nVAM Trio plays Joe Henderson \nIl trio composto da Valerio Abeni (batteria)\, Andrea Pimazzoni (sax tenore) e Martino De Franceschi (contrabbasso) rende omaggio all’universo musicale di Joe Henderson\, tra le voci più originali e influenti del jazz contemporaneo. \nLe sue composizioni\, ricche di profondità armonica\, libertà ritmica e tensione melodica\, diventano il punto di partenza per un percorso interpretativo che privilegia il dialogo\, l’interplay e la costruzione estemporanea del suono. Accanto ai brani di Henderson trovano spazio alcuni standard\, riletti con la stessa sensibilità\, in un equilibrio tra tradizione e ricerca. \nLontano da qualsiasi intento filologico\, il trio affronta questo repertorio con uno sguardo attuale\, lasciando che ogni esecuzione si sviluppi nell’istante\, tra ascolto reciproco\, energia e libertà improvvisativa. Ne emerge una musica viva\, aperta e in continua trasformazione\, capace di restituire tutta la modernità del linguaggio di Henderson attraverso una voce personale e condivisa.
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SUMMARY:Il Violino di Auschwitz
DESCRIPTION:Anche ad Auschwitz\, Terezìn e Mauthausen si suonava\, si cantava e si componeva musica. Di fronte alla sola prospettiva della morte i musicisti non rinunciavano alla loro passione\, arrivando talvolta a partecipare ad orchestre\, come ad Auschwitz\, scrivendo note nelle condizioni più disperate\, cantando ninna nanne ai bambini come la straordinaria Wiegala scritta da Ilse Weber scomparsa\, insieme al figlio Tommy\, nell’ottobre ‘44 ad Auschwitz. Nei lager nazisti la musica ha avuto un ruolo di esaltazione dell’orrore e annientamento della dignità umana. Era continuamente suonata scandendo i ritmi dei prigionieri durante le marce verso i campi di lavoro\, nelle adunate\, durante le esecuzioni e per l’intrattenimento degli ufficiali. Perché\, per i detenuti\, fare musica o cantare significava ritrovare la dignità violata e\, in molti casi\, vivere. \nUn’emozionante sequenza di canti composti da deportati nei campi di Terezìn e Mauthausen (Wiegala\, Asma Asmaton\, Andonis) melodie e danze della tradizione yiddish\, canzoni contro la guerra (da Auschwitz di Guccini a La guerra di Piero di De André)\, e contro l’indifferenza e l’apatia (Yellow triangle) e la nuova Capelli di cenere tratta dalla celebre poesia Fuga di morte di Paul Celan\, si intrecciano a testimonianze in video di sopravvissuti ai campi di sterminio\, immagini dei lager nazisti\, spezzoni di film sulla shoah. \nUno spettacolo che non lascia indifferenti\, adatto a tutti. \n  \nMUSICISTI\nVincenzo Caglioti – organetto diatonico\, cori\nAurelio Citelli – voce solista\, tastiere\, bouzouky\nGiuliano Grasso – violino\, cori\nAntonio Neglia – chitarre\, mandoloncello\, bandurria\, cori\nAlberto Rovelli – contrabbasso elettrico\nMaddalena Soler – voce solista\, violino \nStorica band della musica popolare italiana\, conosciuta in tutta Europa e Nord America\, Barabàn rivisita la musica di tradizione italiana con un sound raffinato e moderno. Negli oltre 40 anni di attività ha tenuto più di 1600 concerti in tutta Italia\, Gran Bretagna\, Canada\, Russia\, Francia\, Finlandia\, Spagna\, Germania\, Portogallo\, Austria\, Slovenia\, Olanda\, Belgio e Svizzera. Ha all’attivo 8 album e un DVD. Nel gennaio 2024 ha pubblicato l’album Il violino di Auschwitz. \n\n  \nEventi Speciali \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nACQUISTA I BIGLIETTI ONLINE
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SUMMARY:Gin game
DESCRIPTION:Di: Donald L. Coburn\nTraduzione: Enrico Medioli\nRegia: Giampiero Francese\nCon: Giuseppe Pambieri e Pamela Villoresi\nCostumi: Lucia Mariani\nScenografie: Enzo Tenore\nDisegno luci: Paolo Ficazzola\nProduzione Operaprima\nPremio Pulitzer per la drammaturgia \n  \nTesto vivace\, a cui valse nel 1979 il Premio Pulitzer. La vicenda prende spunto dal Gin Rummy\, un gioco di carte per due giocatori soltanto che ebbe fortuna negli anni ’40 tra i divi di Hollywood. Obiettivo del gioco era sistemare le proprie 10 carte più velocemente dell’avversario. \nWeller e Fonsia non hanno amici e Weller si offre di insegnare alla donna\, Fonsia\, a giocare a Gin. Fonsia impara velocemente tanto che a Weller non riesce di vincere una sola partita\, un fatto che urta notevolmente l’uomo.\nMentre i due cominciano a parlare delle proprie vite\, le conversazioni\, come il gioco\, si trasformano presto in una competizione. Due personaggi vitali\, pimpanti e combattivi\, con un gioco semplice\, partite veloci che parlano delle loro vite: lei racconta di un fantomatico figlio in Svizzera\, lui fa vanagloria dei propri trascorsi professionali. Ma c’è sempre una rivincita da reclamare\, un rimpianto per la vita condotta da resuscitare.\nIl rilancio verso una prospettiva di pacificazione comune. \nDiretto con eleganza da Giampiero Francese\, che ha saputo valorizzare la struttura del testo\, lo spettacolo vede come protagonisti due grandi attori del teatro italiano: Pamela Villoresi\, per la prima volta al TeSS\, e Giuseppe Pambieri\, già presente su questo palcoscenico. Entrambi capaci di bilanciare momenti di profonda intensità emotiva e improvvise\, comiche reazioni. \n  \nAbbonamento PROSA 2\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nACQUISTA I BIGLIETTI ONLINE
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SUMMARY:Teatro per Famiglie 2026-2027
DESCRIPTION:Domenica 13 dicembre 2026 – Ore 16.00\nIl Natale del Piccolo Principe\nSpettacolo-musical per vivere le avventure del giovane eroe di Saint-Exupery attraverso canzoni e parole emozionanti scritte da un autore che ha amato il volo ed è scomparso nel nulla con il suo aereo\, quasi volendo ripercorrere nel suo ultimo viaggio le tappe che aveva disegnato sulla carta stampata.\nIl piccolo principe\, partito per capire e imparare\, attraverso il suo apprendimento fa comprendere anche a noi. Per esempio: che l’essenziale è invisibile agli occhi\, che quello che ciascuno cerca non lo troverà mai se non sarà capace di chiudere le palpebre nel momento opportuno per vedere davvero\, forse con il cuore. \nTesto e regia: Giuseppe Adduci\nCon: Cosetta Adduci\, Virginia Adduci\, Olga Bini \nDai 3 anni \n\n\n\n\n\n\nDomenica 10 gennaio 2027 – Ore 16.00\nLa magia dei colori\nNella notte dei tempi di tanto tanto tempo fa i colori non esistevano ancora.\nO meglio\, esisteva un solo colore: il grigio!\nDue maghe in mezzo a tutto quel grigio cominciano ad annoiarsi un po’ e si danno un gran daffare per cercare altri colori. Mescolano e mescolano\, e poi rimescolano nel loro catino magico\, Che disastro i primi esperimenti!!! O troppo rosso o tropo blu o troppo giallo…e quando c’è troppo di un solo colore\, quando non ci sono sfumature\, ogni cosa\, ogni sensazione è eccessiva o monotona.\nMa ecco che\, quando pare che ogni colore impazzisca e voglia scappare dal catino…improvvisamente esplodono mille colori\, che dipingono il mondo e lo rendono meraviglioso per i nostri occhi. \nRegia: Mauro Buttafava\nCon: Maria Elisa Calderoni ed Elisa Pifferi \nDai 3 anni \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nDomenica 7 Febbraio 2027 – Ore 16.00\nIl coro dell’alba\nUn piccolo stormo di uccelli\, al suo primo volo\, impara ad accogliere il cielo e ad ascoltare il movimento del vento.\nQuesti giovani migratori\, lanciandosi nel viaggio\, scoprono che anche nella distanza rimane un legame\, sottile come un filo d’aria\, che li unisce tutti.\nUn viaggio poetico sull’interconnessione tra esseri e spazi\, dove il cielo diventa casa e dove la separazione non spezza il legame\, ma lo rivela. \nRegia: Virginia Franchi\nCon: Giada Borgatti\, Silvia Cristofori e Marzia Meddi \nDai 4 anni \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nACQUISTA I BIGLIETTI ONLINE
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SUMMARY:Elia Cecino\, Pianoforte Giovanni Viola\, Violino
DESCRIPTION:Concerto celebrativo per i 10 anni dell’Accademia del Ridotto\n  \nL’Accademia del Ridotto ha recentemente tagliato il traguardo dei 10 anni di attività\, durante i quali ha raggiunto straordinari risultati\, contribuendo al perfezionamento e allo start-up della carriera professionale di centinaia di giovani musicisti da tutto il mondo\, tanti dei quali oggi stabilmente inseriti nel mondo del lavoro\, ed essendo stata dichiarata con Decreto del Ministro della Cultura “Scuola di eccellenza nazionale operante nell’ambito dell’altissima formazione musicale” (uno status d’eccellenza\, riconosciuto a solo 13 istituzioni in Italia).\nAbbiamo scelto di brindare a questa storia di successo con due allievi “simbolo” dell’eccellenza formativa dell’Accademia del Ridotto: Elia Cecino\, ex-studente che ha conseguito il Master in Accademia con Andrzej Jasinski per poi perfezionarsi con Boris Berman\, oggi all’apice di una straordinaria carriera concertistica internazionale; e Giovanni Viola\, attualmente allievo del maestro Marco Fornaciari\, recentemente ammesso alla prestigiosa Yehudi Menuhin School di Londra. \nElia Cecino è il primo italiano vincitore del 22º Iturbi International Piano Competition di València\, in cui la giuria presieduta da Joaquín Achúcarro gli ha inoltre conferito i premi speciali per la migliore interpretazione di Beethoven (Concerto op. 58) e per la migliore interpretazione della musica di Chopin (Sonata op. 35).\nElia Cecino ha precedentemente vinto i concorsi di New Orleans\, James Mottram di Manchester e Ricard Viñes di Lleida; è stato premiato al 17° Arthur Rubinstein Piano Master Competition di Tel Aviv\, all’ 8º New York Vendome Prize e al 13º Paderewski di Bydgoszcz. Recentemente è risultato semifinalista al Concorso Van Cliburn di Fort Worth.\nIl 2020 ha segnato il suo debutto discografico con la pubblicazione per Suonare Records \, seguito a breve da un album monografico su Chopin per On Classical. Nel 2025 l’album “Brahms Piano Works” (IBS Classical)\, ha ricevuto recensioni a 5 stelle da Musica e Classic Voice. È prevista l’uscita di un CD su Schumann per Piano Classics.\nAlcune sue interpretazioni e interviste sono state trasmesse su ClassicFM\, Radio Catalunya\, Classical FM New Orleans\, Rai Radio 3\, Radio Popolare\, Rai Friuli Venezia Giulia. Suoi recital presso la Cappella Paolina del Palazzo del Quirinale sono stati trasmessi in diretta su Rai Radio 3. È stato tra i protagonisti della prima edizione italiana della trasmissione TV di Rai 1 “Prodigi” a favore di Unicef.\nSi è proposto da solista con orchestre tra cui la Royal Liverpool Philharmonic\, Orchestra del Teatro La Fenice\, Louisiana Philharmonic\, Orquesta de València\, Sinfónica de Galicia\, Simfònica del Vallès\, Düsseldorf Symphony Orchestra\, Sichuan Philarmonic\, Israel Philharmonic\, Israel Camerata Jerusalem\, Sinfonica di Milano\, FVG Orchestra\, collaborando con direttori quali Oleg Caetani\, Riccardo Frizza\, Paolo Paroni\, Yoel Levi\, Avner Biron\, Joshua Weilerstein\, Carlos Miguel Prieto\, Timothy Muffitt\, Thomas Wilkins\, Xavier Puig\, Victor Pablo Pérez\, Álvaro Albiach.\nElia Cecino dal 2014 si esibisce con continuità in recital presso numerose sale quali la Merkin Hall di New York\, Palau de la Música Catalana di Barcellona\, Laeiszhalle di Amburgo\, Künstlerhaus di Monaco di Baviera\, Ehrbar Saal di Vienna\, Charles Bronfman Auditorium di Tel Aviv\, Teatro La Fenice e Teatro Malibran di Venezia\, Teatro Verdi di Trieste\, Teatro Municipale di Piacenza\, Teatro Sannazaro di Napoli\, Teatro Lauro Rossi di Macerata\, Auditorium Cariplo di Milano\, Fazioli Concert Hall di Sacile\, Sala Maffeiana di Verona\, Ateneul Roman e MNAR di Bucarest\, Auditori Enric Granados di Lleida\, Orpheum Theater di New Orleans. Nel 2016 ha preso parte a un tour di concerti negli Stati Uniti.\nAllo studio del repertorio solistico Elia affianca un’intensa attività cameristica in duo\, trio e quintetto con archi\, con cui si esibisce in sale come le Sale Apollinee del Teatro La Fenice di Venezia\, il Teatro Toniolo di Mestre\, il Teatro Comunale di Monfalcone e il Teatro Sperimentale di Pesaro. Nel 2020 ha collaborato con il violoncellista Mario Brunello in occasione del 250º anniversario della nascita di Beethoven. Nato nel 2001 a Treviso\, Elia Cecino ha iniziato lo studio del pianoforte a 9 anni con Maddalena De Facci\, diplomandosi a 17 da privatista con 10 e Lode presso il conservatorio di Cesena.\nL’anno successivo ha vinto il XXXVI Premio Venezia\, il concorso riservato ai migliori diplomato dei Conservatori italiani. In seguito si è perfezionato con Andrzej Jasinski ottenendo nel 2021 il Diploma di Master dell’Accademia del Ridotto di Stradella. Attualmente si sta specializzando con Eliso Virsaladze e Boris Berman.\nÈ co-fondatore e direttore artistico del festival “Sile Classica – Musica viva che fluisce”. \nGiovanni Viola\, nato a Voghera nel 2011\, ha iniziato lo studio del violino all’età di quattro anni con il metodo Suzuki.\nVincitore di numerosi primi premi in concorsi nazionali e internazionali\, si è esibito come solista per gli Amici del Loggione del Teatro alla Scala di Milano\, alla Menuhin Hall\, al Teatro Valentino Garavani\, per MITO SettembreMusica e presso importanti sedi istituzionali e concertistiche in Italia e all’estero.\nHa seguito masterclass con Marco Rizzi\, Ilya Grubert\, Pavel Vernikov e Svetlana Makarova\, ottenendo nel 2026 il secondo premio al Sevenoaks Young Musician of the Year Competition nel Regno Unito.\nAttualmente studia presso la Yehudi Menuhin School di Londra con Valeriy Sokolov e Jeff Wu\, e si sta perfezionando con Marco Fornaciari all’Accademia del Ridotto di Stradella.\nSuona un violino etichettato Santino Lavazza\, già appartenuto ad Albert Einstein\, e un violino di Gaspar Borchardt. \n  \nMUSICA\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nACQUISTA I BIGLIETTI ONLINE
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SUMMARY:Pomerigèzz 2026-2027
DESCRIPTION:La musica jazz nasce e vive in simbiosi con i tempi\, ne modifica i costumi e si evolve di conseguenza; Pomerigèzz\, i concerti pomeridiani di jazz al Teatro Sociale di Stradella\, nascono con lo stesso spirito: divulgare la storia mantenendola viva e attuale. \nA cura dell’Accademia Musicale Città di Stradella \nIngresso libero \n  \nScopri tutti gli appuntamenti: \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nDomenica 15 novembre 2026 – Ore 17.00\nGiovanni Falzone Libera Band\n“Suite For Miles”\n\nTromba: Giovanni Falzone\nSaxofono: Raffaele Fiengo\nPianoforte: Massimiliano Cameroni\nContrabbasso: Giuseppe La Grutta\nBatteria: Riccardo Marchese \n– \nLibera Band nasce con il desiderio di formare un gruppo che abbia al centro la libertà\, ossia la capacità di sapersi muovere su ambiti e territori musicali diversi\, sia a livello creativo\, nello sviluppare in modo autentico il materiale compositivo attraverso “finestre di libertà” che mettano in risalto le qualità e le peculiarità di ciascun elemento del gruppo\, sia nella capacità esecutiva\, in modo da valorizzare anche il più piccolo dettaglio compositivo. \nIn un momento storico così delicato\, la parola “Libera” è una scelta ben precisa e fortemente voluta. Ho cercato di mettere insieme un “microcosmo” di persone\, che stimo sotto diversi aspetti\, rapportandolo ad un “mondo ideale” dove mi piacerebbe abitare: senza barriere di genere\, senza colonizzatori\, senza oppressori\, senza ricchezza spropositata che offende la fame altrui. In parole semplici: un mondo libero capace di agire nella libertà così come nelle regole\, nella responsabilità\, nella bellezza\, nell’ascolto e soprattutto nel rispetto di tutti. \nFanno parte di questo progetto giovani musicisti di talento\, tutti Under 30\, di grandissima sensibilità\, con i quali ho instaurato\, fin da subito\, un rapporto di complicità ed intesa musicale\, grazie alla loro curiosità e alla loro capacità di muoversi in diversi ambiti creativi. \n\n\n\n\n\n\n\nDomenica 6 dicembre 2026 – Ore 17.00\nSandro Gibellini\n“Chorinhos”\nChitarra: Sandro Gibellini\nClarinetto: Guido Bombardieri\nFisarmonica: Fausto Beccalossi\nPianoforte: Andrea Candeloro\nContrabbasso: Roberto Piccolo\nBatteria: Massimo Caracca \n– \nSandro Gibellini\, chitarrista di razza\, sensibile e raffinato\, ha abbandonato per un attimo il jazz per dedicare un intero disco ad una sua passione musicale\, lo choro. Questo genere musicale incarna l’anima popolare brasiliana di cui il suo esponente storicamente più illustre è stato Pixinguinha. Gibellini ha intitolato il disco Chorinhos ed è composto interamente da brani originali scritti dal chitarrista. \nGià dal primo ascolto si capisce subito che Gibellini è riuscito a trasmettere pienamente questa sua passione essendo il disco pregno di esotico estetismo\, colori\, gioia e panorami immaginifici. Ha messo sapientemente in musica quelle che sono le istanze principali di questo genere musicale miscelandole con una buona dose di jazz ed esaltandone i tratti melodici. \nContrabbasso e batteria tengono dritto il timone seguendo la loro stella jazz e garantendo agli assolo del leader\, alle sue sortite sonore\, di restare in linea con la struttura del brano e improvvisare liberamente. Anche gli interventi di pianoforte sono fantasiosi e allo stesso tempo coerenti con le esigenze e le fantasiose melodie di Gibellini. Chorinhos è un disco ricco di strumenti e suoni dove il clarinetto disegna ghirigori barocchi contrappuntando le tematiche della chitarra. \nÈ proprio il suono ammaliante del clarinetto in Eunice ad aprire il disco e a conferire quell’alone di magico realismo alle atmosfere di Chorinhos. Così come Fausto Beccalossi fa con la fisarmonica nella cantata Aguas Doces\, conferendo passione e profonda sensibilità alla tematica del pezzo. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nDomenica 24 gennaio 2027 – Ore 17.00\nSophia Tomelleri Quartet\nSaxofono: Sophia Tomelleri\nPianoforte: Simone Daclon\nContrabbasso: Alex Orciari\nBatteria: Pasquale Fiore \n– \n\n\nSophia Tomelleri 4tet plays the Women Composers \n“Dopo aver concluso gli studi di laurea magistrale in composizione Jazz nel 2023 con una tesi sulla figura di Carla Bley\, celebre compositrice ed arrangiatrice statunitense deceduta solo l’anno scorso\, è nato in me l’interesse per le altre figure femminili che hanno contribuito al repertorio della musica afroamericana. \n\n\nTalune hanno goduto di un ampio riconoscimento\, come la succitata Carla Bley o Mary Lou Williams\, mentre altre sono passate inosservate al grande pubblico.\n\nE’ il caso di Sara Cassey: deceduta prematuramente all’età di 37 anni per cause non del tutto chiarite\, ha lavorato per l’etichetta discografica Riverside Records (una delle principali etichette di Jazz americane) componendo brani incisi da Hank Jones\, Clark Terry\, Johnny Griffin per citarne alcuni. Kay Swift: prima donna a comporre un musical per intero per Broadway. Oltre ad aver scritto Fine and Dandy\, è stata stretta collaboratrice ed assistente di George Gershwin. Tante opere del compositore della Tin Pan Alley (la via di New York in cui si concentravano le editrici musicali\, e da cui trae il nome il complesso della musica di intrattenimento americana di inizio Novecento) ci sono state tramandate grazie alla memoria musicale della Swift.\n\n\n\n\nPoi c’è il capitolo delle compositrici afroamericane\, come Mary Lou Williams e Melba Liston. Queste ultime\, oltre a soffrire dei pregiudizi in quanto donne\, dovettero subire vessazioni e umiliazioni anche per il colore della loro pelle. Entrambe ad un certo punto della loro carriera rinunciano ai concerti dal vivo per lo stress e le vessazioni subite (page rifiutate\, molestie sessuali da parte dei colleghi\, relegazioni a ruoli “femminili” come lo stirare gli abiti dei musicisti in tour) e confinano le loro attività musicali alla composizione e all’arrangiamento. Besame Mucho è uno dei brani più famosi e riproposti al mondo\, ma pochi sanno che a comporlo è stata una allora non ancora maggiorenne messicana che risponde al nome di Consuelo Velàzquez.\n\n\n\n\nNumerose sono le altre compositrici nella storia del Jazz. Terri Lyne Carrington\, nota batterista\, compositrice e didatta contemporanea\, rendendosi conto che nelle raccolte di opere Jazz fossero rappresentati come autori solamente uomini\, nel 2022 pubblica New Standards: 101 Lead Sheets By Women Composers\, una raccolta di 101 opere composte esclusivamente da autrici. Sulla scia di Terri Lyne Carrington che nel 2022 pubblica un album con opere estratte dal libro appena citato\, intitolato significativamente New Standars\, Vol.1\, nel novembre 2024 ho emulato questo tributo alle donne compositrici\, registrando l’album Besame Mucho in New York per l’etichetta giapponese Venus Records (con John Di Martino al pianoforte\, Peter Washington al contrabbasso e Willie Jones III alla batteria)\, contenente opere di Mary Lou Williams\, Geri Allen\, Marian McPartland\, Sara Cassey\, Melba Liston\, Consuelo Velazquez\, Renee Rosnes e Bernice Petkere.”\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nDomenica 14 febbraio 2027 – Ore 17.00\nAndrea Pimazzoni\n“VAM Trio”\nSax tenore: Andrea Pimazzoni\nContrabbasso: Martino De Franceschi\nBatteria: Valerio Abeni \n– \nVAM Trio plays Joe Henderson \nIl trio composto da Valerio Abeni (batteria)\, Andrea Pimazzoni (sax tenore) e Martino De Franceschi (contrabbasso) rende omaggio all’universo musicale di Joe Henderson\, tra le voci più originali e influenti del jazz contemporaneo. \nLe sue composizioni\, ricche di profondità armonica\, libertà ritmica e tensione melodica\, diventano il punto di partenza per un percorso interpretativo che privilegia il dialogo\, l’interplay e la costruzione estemporanea del suono. Accanto ai brani di Henderson trovano spazio alcuni standard\, riletti con la stessa sensibilità\, in un equilibrio tra tradizione e ricerca. \nLontano da qualsiasi intento filologico\, il trio affronta questo repertorio con uno sguardo attuale\, lasciando che ogni esecuzione si sviluppi nell’istante\, tra ascolto reciproco\, energia e libertà improvvisativa. Ne emerge una musica viva\, aperta e in continua trasformazione\, capace di restituire tutta la modernità del linguaggio di Henderson attraverso una voce personale e condivisa.
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SUMMARY:Resto qui
DESCRIPTION:Di: Marco Balzano\nAdattamento teatrale e regia: Francesco Niccolini\nCon: Arianna Scommegna e Mattia Fabris\nScene: Antonio Panzuto\nCostumi: Emanuela Dall’Aglio\nLuci: Alessandro Verazzi\nMusiche originali: Dimitri Grechi Espinoza\nProduzione Teatro Stabile di Bolzano\, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa \n\n\n\n\n\n\n\n\n  \nLo spettacolo più riflessivo della stagione ha origine dal romanzo di Marco Balzano\, pubblicato nel 2018. Trina ed Erich sono una coppia di sposi testimoni di una comunità ferita e sconvolta in nome del progresso. Un tempo c’erano due laghi e due paesi: Curon Venosta e Resia Paesaggio\, al confine con l’Austria\, che fu modificato radicalmente con la costruzione di una diga per la produzione di energia idroelettrica. Tra il 1947 e il 1950 venne creato un unico bacino artificiale\, gli abitanti evacuati a forza\, le loro case e i loro terreni espropriati\, le attività agricole e di pastorizia interrotte. Circa settecento abitanti furono costretti ad abbandonare le loro case\, demolite con l’esplosivo e trasferiti in baracche per due anni\, e i loro campi coltivati allagati. Molti decisero di andarsene per emigrare all’estero. \nA fianco di questa drammatica vicenda di costruzione della diga c’è il fatto dei confini\, che risale alla fine della Prima Guerra Mondiale\, quando questi vennero riconfigurati e il ventennio Fascista operò la cancellazione della lingua tedesca. Alle popolazioni altoatesine fu chiesto discegliere se emigrare in Germania o restare in Italia. I due protagonisti della storia decisero di restare.\nC’è un eco di altri spettacoli: il regista Francesco Niccolini collabora da molti anni con Marco Paolini e in particolare lo ha affiancato nella realizzazione del celebre Racconto del Vajont. Un teatro di narrazione rievocativo\, capace di arrivare al pubblico suscitando vere emozioni nell’ascolto empatico\, e in cui è impossibile non farsi coinvolgere dai protagonisti Arianna Scommegna e Mattia Fabris\, che sono due bravi attori nati alla Scuola d’Arte Drammatica di Milano e cresciuti nella valorosa compagnia milanese ATIR. \n\n\n\n\n\n\n\n\nAbbonamento PROSA 1\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nACQUISTA I BIGLIETTI ONLINE
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SUMMARY:Al cavallino bianco
DESCRIPTION:Commedia musicale di Ralph Benatzky\nAdattamento e regia: Corrado Abbati\nCompagnia Corrado Abbati\nCon: Antonella Degasperi\, Fabrizio Macciantelli\, Sara Intagliata\, Kang Hyunwook\, Jacopo Grenti\nE con: Il Balletto di Parma\nCoreografie: Francesco Frola\nDirezione musicale: Alberto Orlandi\nAllestimento scenico: InScena Art Design\nProduzione: InScena\n  \nAl Cavallino Bianco è una delle operette più popolari\, scritta negli anni ’30\, che pur firmata dal noto autore di canzoni Ralph Benatzky\, in realtà è stata scritta da ben cinque musicisti che hanno infuso nell’opera quella carica di energia e brio superiore alle altre.\nIl testo trae spunto da una satira sulla villeggiatura. Una commedia fiabesca che ruota attorno all’Hotel che si affaccia su un incantevole lago austriaco\, ambiente dove si consumano tresche amorose e sentimenti non ricambiati\, intorno al quale ruota una girandola amorosa sempre in movimento.\nFedele al suo operato artistico\, Corrado Abbati ci conferma ancora oggi con questa nuova edizione dello spettacolo la sua capacità di costruire una commedia dagli ingranaggi perfetti\, nella commistione di recitazione\, canto e ballo.\n\nE Al Cavallino Bianco torna ad essere ancora una volta lo spettacolo evergreen per antonomasia\, l’hotel più bel\, il dolce asilo che invita a farci godere la vita.\n  \nOPERETTA \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nACQUISTA I BIGLIETTI ONLINE
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DESCRIPTION:Di: Hugh Whitemore\nTraduzione: Antonia Brancati\nRegia: Giovanni Anfuso\nCon: Peppino Mazzotta\, Maurizio Marchetti\, Liliana Randi\nE con: Domenico Bravo\, Carmelo Crisafulli\, Luca Fiorino\, Vincenzo Palmeri\, Irene Timpanaro\nScene: Alessandro Chiti\nCostumi: Dora Argento\nMusiche: Paolo Daniele\nLuci: Antonio Rinaldi\nProduzione Tieffe Teatro Milano\, Teatro Biondo Palermo\, Teatro di Messina – Centro di Produzione \n\n\n\n\n\n\n\n\n  \nEnigma è una commovente commedia scritta dall’inglese Hugh Whitemore nel 1986. Ha ispirato il film premio Oscar per la miglior sceneggiatura The imitation Game (2014) che aveva protagonista Benedict Cumberbatch nella parte del geniale scienziato. Lo spettacolo racconta la vicenda umana di Alan Turing\, il matematico inglese che decifrò il codice Enigma\, quello dei sottomarini tedeschi\, contribuendo in modo determinante alla fine della Seconda guerra mondiale.\nUna vicenda intrigante di grande valore storico\, avvincente\, che attraversa anche altri temi: Turing fu anche vittima del rigido moralismo dell’Inghilterra del dopoguerra\, perseguitato per il suo orientamento sessuale. Non un semplice racconto biografico\, ma una profonda riflessione sulla libertà\, sul conformismo e sulla crudeltà di una società incapace di accogliere temi come l’identità e il rapporto tra individuo e società. \nIl grande pubblico conosce Peppino Mazzotta per il personaggio dell’ispettore Fazio nella serie del commissario Montalbano. Ma Mazzotta calca le tavole del palcoscenico fin da giovane enfant prodige\, con il suo gruppo degli esordi\, Rosso Tiziano. Ci restituisce oggi un Turing intenso e misurato e ricco di sfumature\, capace di bilanciare il genio matematico con la vulnerabilità umana e il dramma morale. \n\n\n\n\n\n\n\n\nAbbonamento PROSA 2\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nACQUISTA I BIGLIETTI ONLINE
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SUMMARY:Peppe Servillo & Solis String Quartet
DESCRIPTION:Carosonamente\n  \nDopo “Presentimento” e “Spassiunatamente”\, con i quali hanno affrontato capolavori della canzone classica napoletana\, Peppe Servillo e il Solis String Quartet presentano un nuovo lavoro discografico dedicato a Renato Carosone. \n“Carosonamente” è un connubio affascinante tra musica e parole\, storie vere e credenze popolari\, storie del popolo e dal popolo. Dai classicissimi “Tu vuo’ fa l’americano”\, “Torero” e “’O sarracino”\, si passa a canzoni meno famose come “Tre guagliune e ‘nu mandolino” e capolavori carichi d’ironia come “Pigliate ‘na pastiglia”\, fino a rispolverare canzoni melanconiche del dopoguerra come “Giacca rossa ‘e russetto” e “T’aspetto ‘ e nove”. \n“Si ride con le canzoni\, ma non solo. Renato ci commuove\, si commuove guardando con carezzevole ironia i suoi toreri\, sarracini\, americani. Carosone pensa con affetto la sua gente\, con un umorismo semplice\, dal basso\, senza sarcasmo\, senza potere\, senza cattiveria nel sorriso…” (Peppe Servillo) \nPeppe Servillo – voce\nVincenzo Di Donna – violino\nLuigi De Maio – violino\nGerardo Morrone – viola\nAntonio Di Francia – violoncello\, chitarra e arrangiamenti \nIn collaborazione con il Piacenza Jazz Club \n  \nMUSICA\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nACQUISTA I BIGLIETTI ONLINE
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LOCATION:Teatro Sociale di Stradella\, Via Faravelli 2\, Stradella\, PV\, 27049\, Italia
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SUMMARY:Cari genitori
DESCRIPTION:Di: Emmanuel e Armelle Patron\nCon: Amanda Sandrelli e Giulio Scarpati\nE con: Paolo Li Volsi\, Alice Giroldini e Matteo Sintucci\nRegia: Antonio Zavatteri\nProduzione CMC/Nidodiragno\, Atlantide/ Teatro Stabile di Verona\, Cardellino srl \n  \nUna commedia “di costume” pluripremiata\, un grande successo in Francia con oltre quattro anni di tournée\, oltre novecento repliche in tutto il Paese. Chers Parents (titolo originale) — candidata come Miglior Commedia ai Molières 2022 — ora pronta a debuttare in Italia con il titolo Cari Genitori.\nLa storia inizia quando Alice e Vincent Gauthier convocano i loro tre figli per un annuncio urgente\, creando tensione tra i fratelli. In realtà\, i genitori comunicano di aver vinto una somma considerevole: una notizia accolta con sollievo\, ma presto intrisa di confusione. La coppia\, infatti\, si rifiuta di condividere questo “jackpot”\, provocando una serie di conflitti\, rivelazioni familiari e rivalità\, mentre ciascuno cerca di capire quale sia il suo ruolo in questa famiglia apparentemente unita. Nel corso di una cena molto tesa\, la situazione si trasforma in una commedia di costume. I rapporti tra genitori e figli diventano il motore dello spettacolo\, tra gelosie passate\, segreti a metà e questioni di trasmissione che risvegliano i silenzi di convenienza.\nTra ironia e verità\, la commedia indaga il legame tra amore e denaro\, la fragilità dei sentimenti\, la rivalità tra fratelli e la parte d’ombra che ciascuno porta dentro di sé. \nPer la prima volta nei palcoscenici italiani\, i protagonisti sono due attori di teatro\, popolari al grande pubblico: Amanda Sandrelli e Giulio Scarpati. \n\n\n\n\n\n\n\n\nAbbonamento PROSA 1\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nACQUISTA I BIGLIETTI ONLINE
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SUMMARY:Isadora Duncan 150 anni dalla nascita (1877-2027) 100 anni dalla morte (1927-2027)
DESCRIPTION:Compagnia: Étoile Ballet Theatre\nCoreografie: Ines Albertini & Walter Angelini\nMusiche: Ludwig van Beethoven\, Igor Stravinsky\, Christoph Willibald Gluck\nAdattamento musicale: Antonio Visentin\nMaître de ballet: Nader Hamed\n  \nIsadora ha infranto con coraggio i canoni tradizionali della danza.\nTra sogno e realtà\, ha tracciato un cammino che trascende i confini del corpo e dello spirito\, fondendo l’arte con l’essenza dell’esistenza. \nLa vita di Isadora Duncan è raccontata come un viaggio dell’anima\, un sogno che appartiene a tutti noi. Guidata da figure mitologiche greche\, Isadora attraversa emozioni profonde che riflettono i drammi\, le passioni\, le gioie e le perdite dell’esistenza umana. Morfeo la accompagna nel mondo dei sogni\, dove la danza diventa linguaggio del cuore\, libero da ogni costrizione. Le divinità femminili\, Tersicore\, Afrodite\, Artemide\, Demetra\, Persefone e Teti\, rappresentano le forze vitali che abitano ogni donna e ogni uomo: l’arte\, l’amore\, la forza\, la maternità\, la rinascita e l’origine della vita. Apollo e Dioniso si incontrano in un abbraccio tra luce e istinto\, ispirazione e passione. Quando i ballerini si tolgono le punte\, è l’intera umanità che abbandona le maschere per tornare alla verità del corpo e dello spirito. La danza si fa respiro eterno\, un battito che attraversa il tempo. Isadora risorge tra i gesti e i suoni\, come una fenice\, e ci ricorda che ogni anima\, anche quando cade\, può rinascere alla bellezza. In quel volo\, c’è anche il nostro: quello di chi ha amato\, sofferto\, e continua a cercare la luce. \n\n  \n\nDanza\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nBIGLIETTERIA ONLINE
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SUMMARY:Il sentiero dei nidi di ragno
DESCRIPTION:Con: Stefano Annoni\nAlla fisarmonica: Katerina Haidukova\nRegia: Paolo Bignamini\nAdattamento e aiuto regia: Giulia Asselta\nSpazio scenico: Michela Invernizzi\nLuci: Alberto Comino\nProduzione CMC/Nidodiragno – in collaborazione con l’Associazione culturale LetterAltura di Verbania \n  \nUno spettacolo intimo\, da non perdere per tre motivi fondamentali: in prima istanza per il valore letterario e politico del testo di Italo Calvino\, che sceglie di raccontare l’esperienza partigiana “di scorcio”\, attraverso gli occhi di un bambino\, Pin\, sboccato e candido al tempo stesso\, ingenuo eppure furbo\, spavaldo\, provocatorio\, ruvido e\, a volte\, persino perfido. Inoltre per Stefano Annoni\, attore istrionico e intenso che dà vita sul palco ai personaggi del romanzo accompagnato dalla fisarmonica di Katerina Haidukova. Stefano Annoni\, un giovane bravo interprete\, diplomato all’Accademia milanese Paolo Grassi\, è estremamente coinvolgente\, da qualche anno in tournée al fianco di grandi interpreti\, tra le altre\, Angela Finocchiaro\, Maria Amelia Monti\, Ivana Monti. Infine per la musica dal vivo della fisarmonicista Katerina Haidukova\, nata in Bielorussia\, virtuosa e sensibile\, premiata nel suo Paese natale dove ha studiato al Collegio d’Arte\, oggi concertista internazionale. \nLa drammaturgia\, firmata da Giulia Asselta\, comprende anche un riferimento alla famosa prefazione teorica scritta dall’autore per l’edizione del 1964\, nella quale Calvino si interrogava sul senso profondo del ruolo dello scrittore durante i difficili anni della Seconda Guerra Mondiale. Una riflessione profonda sul senso della Resistenza\, sul ruolo dello scrittore e sulla memoria\, occasione da non perdere\, soprattutto per il pubblico di studenti. \n  \nAbbonamento PROSA 2\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nACQUISTA I BIGLIETTI ONLINE
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