Pomerigèzz 2026-2027

Dal 15 novembre 2026 al 14 febbraio 2027
Pomerigèzz 2026-2027

La musica jazz nasce e vive in simbiosi con i tempi, ne modifica i costumi e si evolve di conseguenza; Pomerigèzz, i concerti pomeridiani di jazz al Teatro Sociale di Stradella, nascono con lo stesso spirito: divulgare la storia mantenendola viva e attuale.

A cura dell’Accademia Musicale Città di Stradella

Ingresso libero

 

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Domenica 15 novembre 2026 – Ore 17.00

Giovanni Falzone Libera Band
“Suite For Miles”

Tromba: Giovanni Falzone
Saxofono: Raffaele Fiengo
Pianoforte: Massimiliano Cameroni
Contrabbasso: Giuseppe La Grutta
Batteria: Riccardo Marchese

Libera Band nasce con il desiderio di formare un gruppo che abbia al centro la libertà, ossia la capacità di sapersi muovere su ambiti e territori musicali diversi, sia a livello creativo, nello sviluppare in modo autentico il materiale compositivo attraverso “finestre di libertà” che mettano in risalto le qualità e le peculiarità di ciascun elemento del gruppo, sia nella capacità esecutiva, in modo da valorizzare anche il più piccolo dettaglio compositivo.

In un momento storico così delicato, la parola “Libera” è una scelta ben precisa e fortemente voluta. Ho cercato di mettere insieme un “microcosmo” di persone, che stimo sotto diversi aspetti, rapportandolo ad un “mondo ideale” dove mi piacerebbe abitare: senza barriere di genere, senza colonizzatori, senza oppressori, senza ricchezza spropositata che offende la fame altrui. In parole semplici: un mondo libero capace di agire nella libertà così come nelle regole, nella responsabilità, nella bellezza, nell’ascolto e soprattutto nel rispetto di tutti.

Fanno parte di questo progetto giovani musicisti di talento, tutti Under 30, di grandissima sensibilità, con i quali ho instaurato, fin da subito, un rapporto di complicità ed intesa musicale, grazie alla loro curiosità e alla loro capacità di muoversi in diversi ambiti creativi.

Domenica 6 dicembre 2026 – Ore 17.00

Sandro Gibellini
“Chorinhos”

Chitarra: Sandro Gibellini
Clarinetto: Guido Bombardieri
Fisarmonica: Fausto Beccalossi
Pianoforte: Andrea Candeloro
Contrabbasso: Roberto Piccolo
Batteria: Massimo Caracca

Sandro Gibellini, chitarrista di razza, sensibile e raffinato, ha abbandonato per un attimo il jazz per dedicare un intero disco ad una sua passione musicale, lo choro. Questo genere musicale incarna l’anima popolare brasiliana di cui il suo esponente storicamente più illustre è stato Pixinguinha. Gibellini ha intitolato il disco Chorinhos ed è composto interamente da brani originali scritti dal chitarrista.

Già dal primo ascolto si capisce subito che Gibellini è riuscito a trasmettere pienamente questa sua passione essendo il disco pregno di esotico estetismocolori, gioia e panorami immaginifici. Ha messo sapientemente in musica quelle che sono le istanze principali di questo genere musicale miscelandole con una buona dose di jazz ed esaltandone i tratti melodici.

Contrabbasso e batteria tengono dritto il timone seguendo la loro stella jazz e garantendo agli assolo del leader, alle sue sortite sonore, di restare in linea con la struttura del brano e improvvisare liberamente. Anche gli interventi di pianoforte sono fantasiosi e allo stesso tempo coerenti con le esigenze e le fantasiose melodie di Gibellini. Chorinhos è un disco ricco di strumenti e suoni dove il clarinetto disegna ghirigori barocchi contrappuntando le tematiche della chitarra.

È proprio il suono ammaliante del clarinetto in Eunice ad aprire il disco e a conferire quell’alone di magico realismo alle atmosfere di Chorinhos. Così come Fausto Beccalossi fa con la fisarmonica nella cantata Aguas Doces, conferendo passione e profonda sensibilità alla tematica del pezzo.

Domenica 24 gennaio 2027 – Ore 17.00

Sophia Tomelleri Quartet

Saxofono: Sophia Tomelleri
Pianoforte: Simone Daclon
Contrabbasso: Alex Orciari
Batteria: Pasquale Fiore

Sophia Tomelleri 4tet plays the Women Composers

“Dopo aver concluso gli studi di laurea magistrale in composizione Jazz nel 2023 con una tesi sulla figura di Carla Bley, celebre compositrice ed arrangiatrice statunitense deceduta solo l’anno scorso, è nato in me l’interesse per le altre figure femminili che hanno contribuito al repertorio della musica afroamericana.

Talune hanno goduto di un ampio riconoscimento, come la succitata Carla Bley o Mary Lou Williams, mentre altre sono passate inosservate al grande pubblico.
E’ il caso di Sara Cassey: deceduta prematuramente all’età di 37 anni per cause non del tutto chiarite, ha lavorato per l’etichetta discografica Riverside Records (una delle principali etichette di Jazz americane) componendo brani incisi da Hank Jones, Clark Terry, Johnny Griffin per citarne alcuni. Kay Swift: prima donna a comporre un musical per intero per Broadway. Oltre ad aver scritto Fine and Dandy, è stata stretta collaboratrice ed assistente di George Gershwin. Tante opere del compositore della Tin Pan Alley (la via di New York in cui si concentravano le editrici musicali, e da cui trae il nome il complesso della musica di intrattenimento americana di inizio Novecento) ci sono state tramandate grazie alla memoria musicale della Swift.
Poi c’è il capitolo delle compositrici afroamericane, come Mary Lou Williams e Melba Liston. Queste ultime, oltre a soffrire dei pregiudizi in quanto donne, dovettero subire vessazioni e umiliazioni anche per il colore della loro pelle. Entrambe ad un certo punto della loro carriera rinunciano ai concerti dal vivo per lo stress e le vessazioni subite (page rifiutate, molestie sessuali da parte dei colleghi, relegazioni a ruoli “femminili” come lo stirare gli abiti dei musicisti in tour) e confinano le loro attività musicali alla composizione e all’arrangiamento. Besame Mucho è uno dei brani più famosi e riproposti al mondo, ma pochi sanno che a comporlo è stata una allora non ancora maggiorenne messicana che risponde al nome di Consuelo Velàzquez.
Numerose sono le altre compositrici nella storia del Jazz. Terri Lyne Carrington, nota batterista, compositrice e didatta contemporanea, rendendosi conto che nelle raccolte di opere Jazz fossero rappresentati come autori solamente uomini, nel 2022 pubblica New Standards: 101 Lead Sheets By Women Composers, una raccolta di 101 opere composte esclusivamente da autrici. Sulla scia di Terri Lyne Carrington che nel 2022 pubblica un album con opere estratte dal libro appena citato, intitolato significativamente New Standars, Vol.1, nel novembre 2024 ho emulato questo tributo alle donne compositrici, registrando l’album Besame Mucho in New York per l’etichetta giapponese Venus Records (con John Di Martino al pianoforte, Peter Washington al contrabbasso e Willie Jones III alla batteria), contenente opere di Mary Lou Williams, Geri Allen, Marian McPartland, Sara Cassey, Melba Liston, Consuelo Velazquez, Renee Rosnes e Bernice Petkere.”

Domenica 14 febbraio 2027 – Ore 17.00

Andrea Pimazzoni
“VAM Trio”

Sax tenore: Andrea Pimazzoni
Contrabbasso: Martino De Franceschi
Batteria: Valerio Abeni

VAM Trio plays Joe Henderson

Il trio composto da Valerio Abeni (batteria), Andrea Pimazzoni (sax tenore) e Martino De Franceschi (contrabbasso) rende omaggio all’universo musicale di Joe Henderson, tra le voci più originali e influenti del jazz contemporaneo.

Le sue composizioni, ricche di profondità armonica, libertà ritmica e tensione melodica, diventano il punto di partenza per un percorso interpretativo che privilegia il dialogo, l’interplay e la costruzione estemporanea del suono. Accanto ai brani di Henderson trovano spazio alcuni standard, riletti con la stessa sensibilità, in un equilibrio tra tradizione e ricerca.

Lontano da qualsiasi intento filologico, il trio affronta questo repertorio con uno sguardo attuale, lasciando che ogni esecuzione si sviluppi nell’istante, tra ascolto reciproco, energia e libertà improvvisativa. Ne emerge una musica viva, aperta e in continua trasformazione, capace di restituire tutta la modernità del linguaggio di Henderson attraverso una voce personale e condivisa.