Carlo Goldoni introduce così la sua commedia al lettore: due giovani innamorati ci mostrano come un amore dolce, limpido e senza inganni si possa trasformare in folle gelosia. Da qui nascono una serie di ripicche, furibonde liti, alternate a dolci riappacificazioni e languidi desideri. Lo spettacolo infatti tratta della passionale e tormentata storia d’amore tra Eugenia e Fulgenzio. Il loro legame, pur essendo sincero, è continuamente minato dall’impulsività di lui e, soprattutto, dalla gelosia ossessiva di lei, dando vita a un ciclo infinito di battibecchi.
Questo classico capolavoro goldoniano viene portato ai nostri giorni con un tema centrale: quanto ancora oggi ci sia di sciocco e di buffo nei nostri comportamenti durante un
innamoramento; ma anche quanto si possa essere fragili, indifesi e alla mercè delle onde del cuore. Ci presenta una magnifica galleria di personaggi intorno ai due giovani amanti che consigliano, rimproverano, ingarbugliano ancor di più la vicenda. Il campione assoluto nel creare scompiglio è Fabrizio (lo zio di Eugenia), interpretato da Claudio Casadio, magnifica maschera di chiacchierone, bonario bugiardo che esalta e magnifica tutte le persone che lo circondano provocando ilarità negli altri personaggi e di riflesso nel pubblico.
Roberto Valerio ci ha abituati a spettacoli tratti dai testi classici in una conformazione moderna. Al TeSS sono stati rappresentati Il gatto di Simenon nel 2019 e Il Tartufo di Molière nel 2023. Con una scenografia contemporanea e costumi moderni, nasce uno spettacolo in cui trionfa il teatro e la sua magnifica macchina scenica capace, con un testo del 1759, di parlare ancora oggi alle persone in platea.





