Di: Marco Balzano
Adattamento teatrale e regia: Francesco Niccolini
Con: Arianna Scommegna e Mattia Fabris
Scene: Antonio Panzuto
Costumi: Emanuela Dall’Aglio
Luci: Alessandro Verazzi
Musiche originali: Dimitri Grechi Espinoza
Produzione Teatro Stabile di Bolzano, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
Lo spettacolo più riflessivo della stagione ha origine dal romanzo di Marco Balzano, pubblicato nel 2018. Trina ed Erich sono una coppia di sposi testimoni di una comunità ferita e sconvolta in nome del progresso. Un tempo c’erano due laghi e due paesi: Curon Venosta e Resia Paesaggio, al confine con l’Austria, che fu modificato radicalmente con la costruzione di una diga per la produzione di energia idroelettrica. Tra il 1947 e il 1950 venne creato un unico bacino artificiale, gli abitanti evacuati a forza, le loro case e i loro terreni espropriati, le attività agricole e di pastorizia interrotte. Circa settecento abitanti furono costretti ad abbandonare le loro case, demolite con l’esplosivo e trasferiti in baracche per due anni, e i loro campi coltivati allagati. Molti decisero di andarsene per emigrare all’estero.
A fianco di questa drammatica vicenda di costruzione della diga c’è il fatto dei confini, che risale alla fine della Prima Guerra Mondiale, quando questi vennero riconfigurati e il ventennio Fascista operò la cancellazione della lingua tedesca. Alle popolazioni altoatesine fu chiesto discegliere se emigrare in Germania o restare in Italia. I due protagonisti della storia decisero di restare.
C’è un eco di altri spettacoli: il regista Francesco Niccolini collabora da molti anni con Marco Paolini e in particolare lo ha affiancato nella realizzazione del celebre Racconto del Vajont. Un teatro di narrazione rievocativo, capace di arrivare al pubblico suscitando vere emozioni nell’ascolto empatico, e in cui è impossibile non farsi coinvolgere dai protagonisti Arianna Scommegna e Mattia Fabris, che sono due bravi attori nati alla Scuola d’Arte Drammatica di Milano e cresciuti nella valorosa compagnia milanese ATIR.








